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Ci sono eventi che raccontano una città meglio di qualsiasi slogan.
La Cena di Gala della Fondazione G. e D. De Marchi ETS, tenutasi il 30 novembre nei saloni luminosi di Palazzo Parigi, è uno di quei momenti in cui Milano mostra la sua caratteristica più rara: trasformare la solidarietà in un’esperienza culturale condivisa.

Un lavoro costante, lontano dai riflettori

Da quarant’anni la Fondazione De Marchi sostiene i piccoli pazienti e le loro famiglie con una cura che va oltre l’aspetto clinico. È un impegno discreto ma continuo, che quest’anno si è tradotto in un risultato concreto: 150.000 euro raccolti per contribuire al nuovo reparto pediatrico del Policlinico di Milano, firmato dallo studio di Fabio Novembre.

Fondazione De Marchi, articolo su The Hub
Fabio Novembre

Il progetto si chiama La città dei bambini.
Un reparto pensato come un luogo narrativo: percorsi che si muovono come strade, un giardino pensile popolato da figure immaginate, spazi dove i genitori possono lavorare mentre aspettano, e un immaginario visivo curato da Emiliano Ponzi. Cura e design che si incontrano, per rendere l’ospedale un po’ meno ospedale.

Fondazione De Marchi, articolo su The Hub
Enrico Bartolini e Rocio Muñoz Morales
Palazzo Parigi e l’eleganza che accoglie

La cornice della serata era impeccabile: candele che disegnavano una luce morbida, velluti che assorbivano l’oro delle sale, marmi che raccontavano la Milano della misura e del dettaglio.

Sul palco, Rocío Muñoz Morales, con Enrico Bertolino e la giornalista Manuela Donghi, ha guidato la serata con naturalezza. Una conduzione che ha saputo alternare leggerezza e intensità senza mai perdere ritmo.

In sala, volti noti della creatività milanese come Cristiano De Lorenzo, Simone Guidarelli e Stephanie Glitter, testimoni di una città che partecipa con stile e attenzione.

L’asta: un gesto collettivo di generosità

Quando l’asta ha avuto inizio, la sala ha cambiato passo.
Christie’s ha gestito oltre cento lotti, guidata dal suo Managing Director Cristiano De Lorenzo, che ha condotto i momenti più attesi con misura ed esperienza, accompagnando il pubblico tra moda, design e arte contemporanea.

Il parterre dei brand è stato una fotografia chiara del lusso attuale:
Tod’s, Savini, Moncler, Elie Saab, Louis Vuitton, Balenciaga, Motorola, Kartell, affiancati da lotti firmati Pianegonda, Vivienne Westwood, Valentino.
Un catalogo ampio, riconoscibile, capace di mettere in relazione mondi diversi mantenendo una linea estetica comune.

 

Poi è arrivato il momento dell’arte, ed è lì che la sala ha cambiato sensibilità.
Elena Brovelli ha donato due Portal Box dalla sua Origin Series: opere tridimensionali che lavorano sulla tensione del tessuto, sulle pieghe minime che diventano volumi e sulla capacità della materia di suggerire movimento anche nella quiete.

Mikky Eger, Jellyfish, articolo su the Hub, Fondazione De Marchi

Accanto a Brovelli, la maestra orafa Mikky Eger ha donato un paio di orecchini della collezione Jellyfish: sculture luminose in movimento, modellate a mano in oro, argento e pietre preziose.

Un impegno che continua

Durante la serata sono state svelate le prime immagini del nuovo reparto pediatrico, anticipando un futuro in cui la cura sarà anche architettura, relazione e benessere visivo.
«Milano ieri ha dimostrato ancora una volta quanto sappia essere vicina ai bambini che hanno più bisogno», ha ricordato Francesco Iandola, Direttore Esecutivo della Fondazione.

Fondazione De Marchi, articolo su The Hub
Francesco Iandola

I numeri degli ultimi anni confermano un percorso solido: 1,5 milioni di euro destinati alla ricerca, 650 mila per ristrutturazioni, 270 mila per sostenere le famiglie, 175 mila per vacanze terapeutiche, 125 mila per arte-terapia.
Un impegno che proseguirà anche nel nuovo Policlinico progettato da Stefano Boeri Architetti e Barreca & La Varra, con due edifici e un parco sopraelevato pensato per riportare la natura al centro della cura.

Milano, quando comunità e stile si incontrano

La Cena di Gala della Fondazione De Marchi resta uno degli appuntamenti più significativi per la città: un luogo in cui generosità, estetica e visione si intrecciano senza forzature.

Milano riesce in qualcosa di raro: trasformare una serata elegante in un progetto di futuro.
E mentre lo fa, ricorda che la cura, in tutte le sue forme, è uno dei modi più autentici per definire una comunità.