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Francesca Liberatore, MFW, articolo su the hub

Se c’è una designer che continua a spostare il confine tra moda e pensiero, quella è Francesca Liberatore. Per l’Autunno Inverno 2026/27, la passerella si allontana dai soliti spazi patinati e approda ancora una volta in un istituto pubblico milanese, il Nicola Moreschi. Non un gesto provocatorio, ma coerente: Liberatore è stilista e docente, e per lei è proprio lì che nasce l’immaginazione.

La collezione FW26/27 non è solo una proposta estetica. È una presa di posizione. Un invito a reinventare lo sguardo.

Francesca Liberatore, MFW, articolo su the hub

Geometrie che diventano linguaggio

“Soffio, bocca, freccia”: l’intelligenza come parola che colpisce il segno. Il rimando alla simbologia cinese attraversa l’intera collezione, dove il gesto è essenziale e non ammette correzioni. Quadrati che si trasformano in rombi, linee che cercano stabilità attraverso il confronto tra prospettive diverse.

La forma diventa messaggio. Il taglio diventa intenzione.

Francesca Liberatore, MFW, articolo su the hub

80’s energy, ma in chiave Liberatore

La pelle, in continuità con la collaborazione con Lineapelle, imita il denim in proporzioni anni ’80. Maniche ampie, triangoli strutturali, inserti maculati. È un mix che fonde heritage e sperimentazione con disinvoltura.

Giacche sartoriali e completi con gonne mini o a ruota dialogano con abbinamenti più dinamici: lycra stampata in chiave futurista, blocchi geometrici in nero, acquamarina e viola. I rombi esplodono in rosso, ametista e brown su bomber e giacconi dalla linea morbida.

Trend alert: leggings colorati. Turchese, fiamma, giallo limone. Portati con capi strutturati per un contrasto che funziona.

Francesca Liberatore, MFW, articolo su the hub

Comfort e identità

Sotto la leggerezza apparente, la collezione lavora su un equilibrio preciso tra comfort e distinzione. I volumi sono portabili, ma mai scontati. Le proporzioni studiate. I materiali dialogano senza conflitto.

Francesca Liberatore continua così a costruire un’estetica riconoscibile, dove tradizione e avanguardia convivono senza forzature.

FW26/27 non è nostalgia anni ’80, né puro sperimentalismo.
È la dimostrazione che la moda può essere giocosa, colta e contemporanea nello stesso gesto.