Bross affronta il 2026 con un approccio che va oltre la semplice presentazione di prodotto, costruendo una narrazione coerente attraverso tre collezioni distinte ma profondamente interconnesse. Sol, Piana ed Eera non sono episodi isolati, ma variazioni sul tema di un design che riflette sulla relazione tra struttura, materia e spazio abitato.
In un panorama sempre più affollato di stimoli, la scelta di lavorare per coerenza e continuità appare non solo strategica, ma necessaria.

Sol: leggerezza e intelligenza progettuale
Con Sol, firmata da Elia Venturini, Bross rilegge il tema dello sgabello con un linguaggio immediato e contemporaneo. La struttura in frassino massello incontra una seduta imbottita che sembra appoggiarsi con naturalezza, creando un equilibrio visivo calibrato tra solidità e comfort.
Il dettaglio che definisce il progetto è lo schienale: leggermente curvato, ribassato, non solo risolve l’innesto tra gli elementi ma introduce una funzione inattesa, trasformandosi in presa per lo spostamento. È in questa sintesi tra gesto e funzione che il progetto trova la sua intelligenza.
Sol si muove con disinvoltura tra residenziale e hospitality, dimostrando come la versatilità, quando ben progettata, possa diventare un valore estetico prima ancora che funzionale.

Piana: la memoria come progetto contemporaneo
Con la riedizione di Piana, Bross riporta in produzione un tavolo che appartiene alla propria storia, senza trasformarlo in un esercizio nostalgico. Disegnato dallo studio Simonit & Del Piero, il progetto si fonda su una logica costruttiva di matrice giapponese, il Kigumi, basata su incastri perfetti che eliminano la necessità di elementi esterni di fissaggio.
La base, composta da sei elementi in legno massello, si configura come una vera e propria architettura in miniatura: un sistema autoportante che trova equilibrio nella precisione degli incastri. Il piano in vetro, leggero e trasparente, non è un semplice completamento, ma un dispositivo che amplifica la percezione della struttura sottostante.
L’introduzione di nuove finiture aggiorna il progetto senza alterarne l’identità, dimostrando come il design possa attraversare il tempo quando è fondato su principi solidi.

Eera: versatilità come linguaggio
Con Eera, disegnata da Marco Zito, Bross esplora il tema della seduta lounge attraverso un approccio più fluido e sperimentale. La struttura in metallo definisce una silhouette leggera, mentre il legno, frassino per l’interno, iroko per l’esterno, introduce una dimensione materica che dialoga con l’ambiente.
Il progetto si distingue per la sua natura trasformabile. L’imbottitura, segmentata e reversibile, consente combinazioni cromatiche e tattili diverse, generando un effetto double face che modifica la percezione dell’oggetto nello spazio. Non è solo una questione estetica, ma un invito a un uso più libero e personale del prodotto.
Eera si colloca così in una zona ibrida tra indoor e outdoor, tra funzione e interpretazione, riflettendo una nuova idea di abitare meno rigida e più dinamica.

Un linguaggio che si riconosce
Ciò che rende particolarmente interessante il lavoro di Bross è la capacità di mantenere un’identità riconoscibile pur attraversando linguaggi diversi. Dalla precisione costruttiva di Piana alla leggerezza progettuale di Sol, fino alla versatilità espressiva di Eera, emerge una visione chiara: il design come disciplina che costruisce relazioni, non semplicemente oggetti.
In un contesto dominato dalla ricerca costante di novità, Bross sceglie una strada più complessa ma anche più duratura: quella della continuità evolutiva. Ed è proprio questa coerenza, mai statica, a definire il suo posizionamento nel panorama contemporaneo.
Photocredit: Bross
