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Beyond the Magazine, Editoria, Beyond Art & Design, articolo su The Hub Milan, Justine D'Angelo, Curatrice

Dall’editoria internazionale allo scouting, dalla curatela alla strategia artistica: il modello italiano che scommette sui talenti prima che diventino nomi.

Nel sistema dell’arte c’è un momento che precede le mostre, i cataloghi, le quotazioni e, spesso, persino il riconoscimento pubblico. È quello in cui qualcuno guarda il lavoro di un artista e intravede una possibilità. Non è ancora successo nulla, almeno apparentemente. Ma è proprio lì che può cominciare una storia.

La curatela contemporanea ha progressivamente spostato i propri confini. Il curatore non è più soltanto colui che seleziona opere e costruisce una mostra. Sempre più spesso segue ricerche nel tempo, genera connessioni, mette in relazione artisti, luoghi e linguaggi, accompagna nuove produzioni.

Le grandi esperienze internazionali lo raccontano bene: dalla pratica di Hans Ulrich Obrist, fondata anche sul dialogo continuativo con gli artisti, ai progetti di Cecilia Alemani tra istituzioni, spazio pubblico e Biennale di Venezia. In Italia, lontano dalla dimensione delle grandi istituzioni e con una matrice decisamente diversa, Beyond ha costruito negli anni un proprio modello. Un modello nel quale curatela, scouting e strategia di posizionamento procedono insieme.

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Dall’editoria all’arte

La storia parte dall’editoria.

Beyond the Magazine nasce nel 2017 e negli anni amplia il proprio territorio fino a trasformarsi in un progetto editoriale articolato. Alla testata principale si affiancano numeri speciali dedicati a universi differenti: Beyond Art & Design, Beyond Travel and Location e Beyond Gender.

Non semplici supplementi, ma diramazioni di una stessa idea editoriale, nate per approfondire linguaggi, persone e trasformazioni della contemporaneità. È soprattutto con Beyond Art & Design che il rapporto con l’arte acquista una dimensione più precisa e internazionale. Pubblicata in lingua inglese e distribuita attraverso un’edicola digitale mondiale, la rivista raggiunge oltre 2,5 milioni di lettori al mese. Negli anni è stata inoltre media partner di numerose manifestazioni di Fiera Milano S.p.A., muovendosi in un territorio nel quale arte, design, progetto ed editoria inevitabilmente si incontrano.

Prima ancora c’erano stati il cinema, la moda, lo spettacolo. Beyond the Magazine ha seguito i red carpet dei Festival del Cinema di Venezia, Roma e Cannes, il Festival di Sanremo e numerosi appuntamenti internazionali. Esperienze apparentemente lontane dall’attività curatoriale, ma accomunate da un elemento che sarebbe poi diventato centrale: la ricerca del talento. Osservarlo. Raccontarlo. E, qualche volta, riconoscerlo prima che fosse evidente a tutti.

Quando lo scouting diventa curatela

Il passaggio all’arte è avvenuto per gradi. Beyond ha seguito negli anni artisti e progetti tra Monaco, Barcellona, Torino, Padova e differenti appuntamenti fieristici. Ha realizzato monografie d’artista, sviluppato esposizioni e performance live, lavorato sulle contaminazioni tra arte e design.

A cambiare, progressivamente, è stato soprattutto il ruolo. Raccontare un artista significa osservare ciò che ha già realizzato. Seguirlo significa interrogarsi su ciò che potrebbe ancora diventare. Ed è qui che lo scouting incontra la curatela.

Non tutti i talenti arrivano con un’identità perfettamente definita. Può esserci una ricerca potente ma ancora discontinua, un linguaggio originale che non ha trovato il contesto adatto, una produzione interessante alla quale manca una direzione leggibile. Altre volte l’identità esiste già, ma non è ancora stata riconosciuta dal mercato o dagli nterlocutori capaci di accompagnarne la crescita. Il lavoro comincia dall’individuazione di quel potenziale.

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La strategia artistica

Alla direzione di questo percorso c’è Justine D’Angelo, che arriva alla curatela attraverso un’esperienza maturata nell’editoria, nella comunicazione e nelle strategie di posizionamento. Un retroterra diverso da quello della curatela tradizionale, che ha finito per caratterizzare l’approccio di Beyond.

Perché individuare un talento è soltanto il primo passaggio. Occorre poi capire come proteggerne l’identità, quali aspetti della ricerca consolidare, quali occasioni possano realmente contribuire alla crescita e quali, nonostante la visibilità promessa, rischino invece di disperderla. Beyond definisce questo processo strategia artistica. La comunicazione arriva dopo. Prima vengono l’artista e l’opera.

Una monografia può servire a fissare e documentare una fase della ricerca. Una mostra deve rappresentare un avanzamento del percorso, non semplicemente una nuova riga nel curriculum. Una performance può portare alla luce aspetti del linguaggio che l’opera esposta da sola non riuscirebbe a restituire. Il dialogo con il design può aprire nuovi contesti e nuovi interlocutori.

Persino la scelta di non partecipare a qualcosa può diventare parte della strategia. Perché essere visibili non significa necessariamente essere riconoscibili.

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Costruire un percorso

È forse qui che l’esperienza editoriale di Beyond mostra il suo peso. Il gruppo non dispone soltanto di competenze curatoriali e di comunicazione, ma di un proprio sistema editoriale internazionale. Questo consente di osservare il percorso artistico da una posizione particolare: quella di chi conosce contemporaneamente i meccanismi della costruzione culturale, della narrazione e della diffusione.

Ma un media, da solo, non costruisce un artista. Può amplificarne la presenza. Non può sostituirne la ricerca.

Ed è una distinzione importante in un momento storico nel quale ottenere visibilità è diventato relativamente semplice. Social network, piattaforme digitali, fiere e collettive hanno moltiplicato le possibilità di apparire. Molto più difficile è trasformare quella presenza in un’identità che il pubblico, i professionisti e il mercato possano riconoscere nel tempo.

Per questo il lavoro di Beyond non parte dalla domanda su dove esporre un artista. Parte dall’artista. Dalla sua produzione, dalle ricorrenze che attraversano il lavoro, dalle possibilità ancora inesplorate. Solo successivamente vengono il racconto, l’immagine, le relazioni, le pubblicazioni e i contesti nei quali presentarlo. È un processo meno immediato della promozione. E certamente meno visibile.

Vedere prima

Lo scouting, in fondo, vive di una piccola contraddizione.

Quando un artista è ormai riconosciuto, individuarne il valore è relativamente facile. Il lavoro interessante è quello che avviene prima: quando il curriculum non racconta ancora tutto, il mercato non ha ancora dato le proprie risposte e bisogna affidarsi alla capacità di leggere un’opera e immaginarne l’evoluzione.

È in quello spazio che Beyond ha scelto di lavorare. Tra ciò che un artista è oggi e ciò che potrebbe diventare. Le mostre arriveranno. Così come le pubblicazioni, le collaborazioni, il mercato e, nei percorsi che funzionano, una maggiore riconoscibilità. Ma all’origine resta qualcosa di molto meno misurabile. La capacità di vedere prima.