A Milano, l’Halloween non ha zucche intagliate né fantasmi di cartapesta.
Ha luci al neon che rimbalzano sui vetri, profumi speziati nei lounge bar e un’estetica che trasforma il design in esperienza.
È una città che vibra, non che spaventa. E in questa vibrazione si inserisce Amedia Hotel Milano Trademark Collection by Wyndham, il nuovo punto d’incontro per chi vive l’ospitalità come una forma di cultura urbana.

La notte è multisensoriale
Lontano dalle formule tradizionali, l’Amedia interpreta Halloween come un esperimento percettivo.
Le luci cambiano intensità, la musica si stratifica, i materiali raccontano calore e precisione.
Nel bar lounge, i cocktail diventano sinestesie autunnali, note di cannella, punte di zenzero, accenti di agrume, tutto parla di equilibrio tra tecnologia invisibile e comfort reale.

I Portali Brovelli: arte aumentata (senza digitale)
Il vero cortocircuito visivo avviene nella lounge: qui, tra superfici pulite e luci metalliche, prendono vita i Portali di Elena Brovelli, opere tridimensionali in tessuto che sembrano pulsare.
Realizzate nei toni bianco, rosso e grigio, i colori identitari dell’hotel.
Non serve realtà aumentata: l’effetto è già lì, tangibile, una scultura che vive di percezione.
Un gesto artistico che traduce il concetto di “soglia” in linguaggio contemporaneo, tra materia, energia e introspezione.

La visione della GM
“Milano cambia pelle ogni stagione, e noi con lei,” spiega Federica Foschi, General Manager di Amedia Hotel.
“Abbiamo scelto di raccontare Halloween in modo diverso: meno horror, più human design. Il vero lusso è sentirsi accolti, non travestiti.”
Feel at home, redefined
Parte della collezione Trademark by Wyndham, l’Amedia Hotel è una struttura ibrida: comfort internazionale, estetica minimale e un’anima profondamente milanese.
Ogni spazio è progettato per generare esperienze fluide, dove il confine tra business, arte e tempo libero si dissolve.
In questa Milano iperconnessa e vibrante, Amedia Hotel diventa il luogo dove la notte di Halloween non è finzione, ma una nuova forma di percezione.
Un esperimento sensoriale tra design, materia e umanità aumentata.
